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Argomento 'Associazione'

Tradizioni a Sassello
Data di pubblicazione: 01/01/2005
Tradizioni a Sassello
Giovedì Santo
Nel pomeriggio del Giovedì Santo a S. Giovanni viene celebrata la S. Messa "in coena Domini" ed il parroco alla fine della Messa chiude in un Tabernacolo il Santissimo e lo deposita nel cosiddetto <Sepolcro>, che è poi il ricordo del Cenacolo, dove riceve l’omaggio e le preghiere del pubblico. La sera, verso le 20, nell’Oratorio il Priore e i Confratelli recitano gli Uffici, aspettando i dodici vecchi poveri che vengono fatti entrare in Chiesa e sedere nel Coro in ricordo dei 12 Apostoli. Il Priore lava loro i piedi, che vengono poi baciati da tutti i Confratelli. Vien quindi benedetto il pane azimo (i vari fornai a turno provvedono alla confezione del pane che porta impresso il particolare stampo di S. Giovanni), che vien poi distribuito e mangiato. Si va quindi nella Chiesa grande dove si visita il sepolcro luogo di venerazione e si ascolta la rievocazione della Passione. Infine innalzati i Crocefissi e la Cassa si inizia la Processione fino alla Chiesa della Trinità, dove vengono depositati i sacri simulacri.
Venerdì Santo
Nel pomeriggio il Parroco rievoca la Passione, raccoglie il Tabernacolo con l’Ostia Consacrata e la porta in sacrestia perché l’altare rimane spoglio fino alla Resurrezione. La sera la scena si svolge in due ambienti diversi. Nel salone della Canonica, si riuniscono tutti i cittadini che intendono partecipare alla Processione del Venerdì Santo, i quali, secondo una vecchia tradizione battono all’asta con offerte sempre maggiori il privilegio di portare in Processione i vari Crocefissi, che sono di pregiata fattura e di grande valore. S. Giovanni ha due Crocefissi, il più piccolo è del Maragliano, e una <Cassa> un’opera del ‘400 di rilevante peso, circa 400 kg, raffigurante a tutto tondo la Flagellazione di Cristo ad opera dei Giudei. L’Oratorio di S. Filippo ha invece quattro Croci: una è completamente rivestita di tartaruga, una è chiamata la Croce dei Neri, perché reca delle decorazioni in argento che risalta sul fondo scuro del legno e altri due di grande dimensione e di notevole peso. In genere gli animi si scaldano e le offerte salgono e si sentono negli intervalli le incitazioni a offrire per <a cascia, u grossu e u cittu> oppure per <a tartaruga e a cruxe di neigri>. Tutto il denaro ricavato dalle aste va a beneficio degli oratori cui i <pezzi> appartengono ed utilizzato per il mantenimento e il restauro. Contemporaneamente nella Chiesa è stata preparata la Scala Santa, una scalinata a pianta cruciforme, la cui rampa centrale e quelle laterali salgono ad un baldacchino posto all’incrocio delle scale dove giace la statua del Cristo morto, circondato da grossi ceri accesi. Tutti i Confratelli salgono la Scala in ginocchio per poter baciare l’effigie del Figlio di Dio morto in Croce per riscattare gli uomini dal Peccato Originale. In tutto il tempo necessario per la funzione viene cantata una particolare, vecchia edizione del Pange Lingua, in canto gregoriano a più voci. Infine arrivano coloro che con la maggior offerta hanno vinto l’ambito onore di portare i vari Crocefissi e la Cassa e la Processione viene subito impostata e parte snodandosi per il Paese, cantando il Miserere, fino ad arrivare alla Chiesa della Concezione dove il pubblico, cui il Parroco impartisce una solenne Benedizione con una
reliquia consacrata della Croce di Cristo, è ammesso a baciare il Crocefisso.
Infiorata Corpus Domini
A giugno con il Corpus Domini si rinnovano i fasti dell’Infiorata, la tradizione sassellese degli addobbi floreali con disegni soprattutto sacri lungo tutte le vie che la Processione con il Santissimo percorrerà. Non è un concorso a premi, tutti gli "artisti" partecipano solo con l’impegno di fare "una bella cosa" da ammirare e un impegno sacro per il Corpus Domini, il Corpo del Signore, appunto.
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