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Argomento 'Dove andare'

Balzi Rossi. Il museo preistorico si rinnova
Data di pubblicazione: 24/02/2018
Balzi Rossi. Il museo preistorico si rinnova Il Museo dei Balzi Rossi, uno dei siti preistorici più importanti d’Europa, dall’ 8 marzo si presenta sotto una nuova veste. Sorprendenti scoperte archeologiche hanno dato impulso al riallestimento del percorso di visita con nuovi materiali dedicati alla Donna del Caviglione - sino ad oggi erroneamente considerata uomo. Una intera sala è dedicata alla scenografica ricostruzione di un giovane elefante preistorico, a partire dalle parti originali dello scheletro. I pannelli descrittivi sono ripensati con un linguaggio accessibile, sezioni per bambini, versioni multilingue. L’8 marzo sarà possibile visitare il nuovo allestimento a partire dalle 15 con visite guidate gratuite alle ore 15, 16, 17, 18. Ingresso gratuito per le visitatrici in occasione delle Giornata Internazionale delle donne. Si ringrazia il Comune di Ventimiglia per la collaborazione alla riuscita dell’iniziativa. Il sito dei “Balzi Rossi” È uno dei siti più noti di epoca preistorica in Europa. I Balzi Rossi si trovano all’estremità occidentale della Liguria, a pochi passi dal confine con la Francia. Comprendono una serie di grotte (“Bausi” ossia “buchi” in dialetto, trasformato in italiano in “Balzi”) che si aprono ai piedi di una parete rocciosa di calcare dolomitico. Questo luogo ha assistito a numerose variazioni del livello del mare che 100.000 anni fa era 120 metri più basso rispetto ad oggi. La zona dei Balzi è stata frequentata dall’uomo preistorico per un periodo di tempo che va dal Paleolitico inferiore (230.000 anni fa, Homo Heidelbergensis) al Paleolitico superiore (10.000 anni fa, Homo Sapiens): nelle grotte e fuori di esse si sono accumulati nel corso dei millenni grandi depositi ricchi di resti faunistici e di manufatti litici, oltre a importanti sepolture, rinvenuti grazie a secoli di scavi archeologici. I materiali più importanti conservati nel museo comprendono in particolare i resti scheletrici rinvenuti in diverse tipologie di sepolture e uno straordinario insieme di calchi di statuine femminili, il più articolato gruppo di “veneri paleolitiche” rinvenuto in Europa. L’Uomo di Mentone diventa la Donna del Caviglione Il 26 marzo del 1872 gli scavi guidati da Emile Riviere mettono alla luce una sepoltura di quello che sino ad oggi era stato chiamato “Uomo di Mentone”. La sepoltura viene trasferita a Parigi, dove è conservata presso l’Institut del Paleontologie Humaine. I recenti studi dell’équipe internazionale guidata dal Professore Henry del Lumley hanno a sorpresa ribaltato le informazioni sino ad oggi ritenute valide. La sepoltura, caratterizzata da una cuffia formata da conchiglie e denti di cervo e un corredo di ossa di cavallo, è quella di una donna di epoca gravettiana (24.000 anni fa), di alta statura. Le indagini scientifiche hanno permesso di scoprire che morì in età avanzata per l’epoca (circa 37 anni); l’ossatura riporta una ferita da difesa e attesta la gestazione di almeno un figlio. Il nuovo allestimento La sorprendente scoperta relativa alla Donna del Caviglione ha dato impulso al riallestimento complessivo del museo. Le diverse parti del percorso espositivo sono state riorganizzate per dare una migliore leggibilità delle vicende legate al sito dei Balzi Rossi. All’interno del percorso sono stati inseriti i nuovi importanti materiali donati dal Professor Henry De Lumley dell’Institut del Paleontologie Humaine di Parigi: si tratta in particolare di tre modelli in scala 1:1 tra cui una ricostruzione del volto della Donna del Caviglione. Il riallestimento ha consentito di dedicare uno spazio del museo ad un altro sorprendente rinvenimento, quello dello scheletro di un giovane elefante contemporaneo all’Uomo di Neanderthal sino ad oggi visibile in un allestimento solo parziale all’interno del museo. La sala ospita una ricostruzione scenografica in scala reale dell’animale rinvenuto negli scavi, testimonianza di una specie estinta millenni fa. Il giovane esemplare venne probabilmente spinto in una buca; così catturato, venne mangiato dalla popolazione dei Balzi. Il rifacimento dei 15 pannelli descrittivi del percorso è stato riprogettato per essere accessibile e inclusivo. I testi, redatti in italiano e in francese, sono caratterizzati da una nuova grafica pensata per aumentare la leggibilità. Il contenuto è stato studiato secondo criteri di accessibilità intellettuale, con attenzione specifica alla sintassi, alla morfologia dei testi e al vocabolario utilizzato. Tutti i testi sono scaricabili dai visitatori anche nelle versioni inglese e tedesco. Il riallestimento, curato da Antonella Traverso, Direttore del Museo dei Balzi Rossi, è stato progettato e allestito da Elio Micco e Giuseppina Schmid, con la collaborazione di Almudena Arellano (Musée Régional de la Préhistoire de Menton), Patrizia Buonadonna, Paola Chella, Laura Tomasi, Antonella Segrè (Polo museale della Liguria) e Nora Gallia. Il museo dei Balzi Rossi Si divide in due fabbricati, il museo nuovo (inaugurato nel 1994) e il museo vecchio (fatto costruire nel 1898 da Sir Thomas Hanbury) e la zona delle grotte, visitabili attraverso passerelle in ferro. Nel museo nuovo si può trovare l’inquadramento geologico e paleo-ambientale, la storia delle ricerche, le tecniche dell’industria in pietra del Paleolitico inferiore e medio, le sepolture (Gravettiano ed Epigravettiano) con i nuovi materiali scientifici, il gruppo più ricco di veneri paleolitiche noto in Europa, sequenze stratigrafiche e tipologiche degli scavi più recenti, lo scheletro di un giovane elefante. Nel museo vecchio (Hanbury alla fine ‘800) si posso trovare scavi con industrie e faune Paleolitico inferiore, la riproduzione del cavallo della steppa inciso nella grotta del Caviglione, materiali sugli scavi di altri siti del comprensorio. Le grotte aperte al pubblico sono la grotta la Grotta di Florestano, la grotta del Caviglione a Nord della ferrovia, la Barma Grande, il Riparo Bombrini. Non visitabili la Barma du Bausu da Ture (distrutta da lavori di cava) a Sud, la grotta del Principe a Nord. Dal 2014 il Museo dei Balzi Rossi e zona archeologica fa parte del Polo museale della Liguria. Gli scavi archeologici ai Balzi Rossi, una storia lunga secoli Le ricerche archeologiche ai Balzi Rossi, avviate già nella prima metà dell’800, continuano ancora oggi. L’ubicazione del sito sul confine italo-francese ha fatto sì che le indagini venissero condotte da équipe scientifiche a livello internazionale. Questa situazione ha causato la dispersione di moltissimi reperti in diversi musei in Italia ed all’estero e in collezioni private (Parigi, Monaco, Mentone, Montreal, Saint Germain-en-Laye). Alcuni lavori di cava portarono alla scoperta di reperti preistorici di eccezionale interesse, come la famosa triplice sepoltura, tanto da spingere il mecenate inglese Sir Thomas Hanbury a far costruire nel 1898 un museo. Durante la Seconda Guerra Mondiale furono arrecati gravi danni ai reperti paleolitici e alle strutture espositive: il Museo, acquisito dallo Stato, fu riaperto solo nel 1955. Fonte Museo Balzi Rossi
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