Agenzia Giornalistica - Savona Notizie Agenzia Giornalistica - Savona Notizie
24/09/2017
ASN online - Agenzia Giornalistica SavonaNotizie - Agenzia quotidiana di informazioni e opinioni 
   Chi siamo      Servizi      Pubblicità      Per i vostri comunicati      Collabora      Lettere al direttore      Newsletter
Registrati
login:
password:
Hai dimenticato la password?
Attualità
Cronaca
Cultura
Curiosità
Dove andare
Gastronomia
Informatica
Musica
Politica
Racconti e poesie
Scadenze
Sport
AMICI DEL SASSELLO
 Associazione
 Biblioteca
 La Voce del Sassello
 Museo Perrando
Google

   BORSA
METEO

 

Argomento 'Attualità'

Caldo. Le capitali europee sempre più colpite
Data di pubblicazione: 23/07/2017
Caldo. Le capitali europee sempre più colpite Negli ultimi 20 anni il fenomeno estivo è raddoppiato a Roma, triplicato ad Atene e aumentato in oltre il 60% delle grandi città monitorate. Lo rivela uno studio dell’Ibimet-Cnr, dell’Università di Firenze, del Consorzio Lamma e dell’Accademia dei Georgofili pubblicato su Atmosphere

Un'ondata di calore è un periodo di tempo particolarmente caldo, con temperature diurne e notturne insolitamente elevate rispetto alle temperature medie tipiche del periodo e dell'area geografica, con una durata di almeno due-tre giorni e un potenziale impatto sull’uomo e sugli ecosistemi in generale. Le ondate di calore urbane stanno aumentando in frequenza, intensità e durata.

I dati sono riportati in uno studio pubblicato sulla rivista Atmosphere da quattro strutture di ricerca fiorentine: Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr), Centro di bioclimatologia dell’Università, Consorzio Lamma e Accademia dei Georgofili. La ricerca ha monitorato l’andamento delle ondate di calore nelle 28 capitali dell’Unione Europea, utilizzando i dati del periodo maggio-settembre dal 1980 al 2015, classificate in base alle linee guida del World Health Organization e del World Meteorological Organization.

“La maggior parte delle capitali ha evidenziato trend positivi della frequenza, durata e intensità delle ondate di calore e un generale anticipo della prima ondata stagionale, con differenze di impatto a livello geografico”, spiega Marco Morabito dell’Ibimet-Cnr, coordinatore della ricerca. “Nel sotto-periodo 1998-2015 sono stati osservati, in confronto al 1980-1997, aumenti di durata e intensità delle ondate in oltre il 60% delle capitali europee, in particolare di area centro e sud-orientale: da una frequenza dei giorni di ondata di calore del 7-8% dei giorni estivi al 12-14%”.

Il gruppo di ricercatori ha calcolato un indicatore sintetico e informativo chiamato Heatwave Hazard Index (Hwhi) che permette di analizzare contemporaneamente tutte le specifiche dell’impatto dell’ondata di calore: il numero di giorni, il numero delle ondate di calore lunghe e intense e la data della prima.

“L’Hwhi è raddoppiato a Vienna, Budapest, Ljubiana e Nicosia, triplicato a Zagabria e Atene. A Roma l’indice è raddoppiato nel 1998-2015 rispetto al periodo precedente e in particolare la frequenza dei giorni di ondata è passata dal 5 al 13%”, specifica Morabito. “Abbiamo notato che le differenze di impatto delle ondate di calore nei periodi studiati sono associate a due configurazioni climatiche completamente differenti. Nei primi 18 anni le zone dell’Europa occidentale e settentrionale mostravano i più alti livelli di Hwhi, mentre le aree dell’Europa meridionale e sud-orientale presentavano valori più bassi e maggiore instabilità atmosferica. Nel secondo periodo, invece, si è verificata una situazione diametralmente opposta, con una sensibile persistenza dei sistemi di alta pressione, e quindi di gran caldo, sulle zone dell’Europa meridionale e soprattutto sud-orientale”.

Morabito sottolinea infine la necessità di programmare strategie di mitigazione e adattamento al caldo: “Sarebbe utile limitare l’uso dei condizionatori e in generale dell’elettricità, ridurre i livelli di emissione di calore dagli autoveicoli, intensificare le aree verdi in ambiente urbano, riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli, ricorrere all’uso dei green-roof (tetti con vegetazione) e dei cool-roof (tetti freddi), questi ultimi realizzati con materiali altamente riflettenti ed emissivi che riducono le temperature. Predisporre centri per il raffrescamento in città, come le fontane, aiuta infine a moderare le fluttuazioni di temperatura e a formare microclimi favorevoli”.

(Nella foto: Variazione percentuale dell’indicatore ‘Heatwave Hazard Index’ (Hwhi) nel periodo 1998-2015 rispetto al periodo 1980-1997 nelle capitali dei 28 Stati membri dell'UE. La legenda indica cinque classi di variazione dell’indicatore Hwhi (%). In rosso è evidenziata l’area geografica con le capitali europee che hanno mostrato incrementi di Hwhi superiori al 100%)


Destinare il 5 per mille al Cnr significa premiare i giovani e la curiosità scientifica! Basta inserire il codice fiscale del Cnr 80054330586 nello spazio dei modelli per la dichiarazione dei redditi dedicato al ‘Finanziamento della ricerca scientifica e dell’università’ e apporre la propria firma.



Fonte Cnr
Stampa Torna alla home page
 ARCHIVIO
 
RICERCA IN ASN   
 
  FOTO GALLERIA
SCRIVI
(solo utenti registrati)
Opinioni
Commenti
Sfoghi
Racconti e poesie
Questo sito utilizza cookie di profilazione per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca qui. Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie. Accetto Ulteriori informazioni
Questo sito utilizza cookie di profilazione per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca qui. Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie. Accetto Ulteriori informazioni

Privacy Copyrights © - ASN - Agenzia Giornalistica SavonaNotizie - Tutti i diritti sono riservati
direttore responsabile: Gianpaolo Dabove - partita Iva 00874170095
  realizzato da Visiant Outsourcing