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Argomento 'Attualità'

Obesity Day. Attività fisica parola d'ordine della 15 edizione
Data di pubblicazione: 11/10/2015
Obesity Day. Attività fisica parola d'ordine della 15 edizione Il 10 ottobre è stata celebrata l’Obesity day 2015, la giornata di sensibilizzazione ed informazione sul tema “obesità”, promossa da ADI – Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione clinica tramite la sua Fondazione www.adiitalia.net   

Il focus di quest’anno è stato in continuità con quello scelto per lo scorso anno, “Facciamo insieme il primo passo”, a sottolineare l’importanza strategica dell’attività fisica nel conseguire un peso adeguato e dunque uno stato di salute buono, al riparo dalle principali complicanze – metaboliche, cardiovascolari, respiratorie, osteo-articolari ed oncologiche - derivanti dall’eccesso ponderale.

«Per raggiungere risultati ottimali è sufficiente camminare a passo sostenuto/svelto per almeno 150 minuti a settimana. Recenti studi indicano che un’attività motoria condotta per un tempo inferiore ai 150 min a settimana non modifichi significativamente il peso, tempi superiori determinano modesti decrementi (2-3 kg), mentre tempi compresi tra 225-420 minuti/settimana realizzano un calo ponderale dai 5 ai 7,5 kg.

L'attività fisica, praticata a media intensità 2-3 volte a settimana, nei pazienti obesi o sovrappeso, è un importante strumento terapeutico che influenza positivamente il calo ponderale ed il mantenimento dei risultati raggiunti, oltre che - dal punto di vista psicologico - il senso di autostima ed autoefficacia e migliora, nei pazienti diabetici, il compenso glicometabolico.» spiegano i Dietologi dell’ASL.

Secondo dati dell’OMS, la prevalenza dell’obesità a livello mondiale è raddoppiata dal 1980 ad oggi; nel 2008 si contavano oltre 1,4 miliardi di adulti in sovrappeso (il 35% della popolazione); di questi, oltre 200 milioni di uomini e oltre 300 milioni di donne erano obesi (l’11% della popolazione).

Nel frattempo, il problema ha iniziato ad interessare anche le fasce più giovani della popolazione: si stima che nel 2011 ci fossero nel mondo oltre 40 milioni di bambini minori di 5 anni in sovrappeso.

A livello nazionale, il sistema di monitoraggio ‘OKkio alla Salute’ 2012 del Centro nazionale di prevenzione e controllo delle malattie (Ccm) del Ministero della Salute (raccolta di dati antropometrici e sugli stili di vita dei bambini delle terza classe primaria, di 8-9 anni di età) ha riportato che:
- il 22,2% dei bambini in questa fascia di età è in sovrappeso e
- l’10,6% in condizioni di obesità (con percentuali più alte nelle regioni del centro e del sud).
-
Il progetto HBSC - Italia (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare), studio multicentrico internazionale a cui aderisce anche l’Italia, con l’obiettivo di approfondire le conoscenze sulla salute degli adolescenti di 11, 13 e 15 anni, nel 2010 ha evidenziato che la frequenza dei ragazzi in sovrappeso e obesi è più elevata negli 11enni (29,3% nei maschi e 19,5% nelle femmine), che nei 15enni (25,6% nei maschi e 12,3% nelle femmine).

Secondo i dati raccolti nel 2010 dal sistema di sorveglianza Passi, in Italia il 32% degli adulti è sovrappeso, mentre l’11% è obeso. In totale, oltre 4 adulti su 10 (42%) sono cioè in eccesso ponderale in Italia.

"Passi d’argento", il sistema sperimentale (avviato in 7 Regioni italiane) di sorveglianza della salute della popolazione anziana, infine indica che:
- nella popolazione tra i 65 e i 75 anni di età sono in sovrappeso/obesi il 60% degli individui;
- tra i 75 e gli 84 anni le persone in sovrappeso/obesità sono il 53%
- e tra gli ultra 85enni il 42%.

L'obesità, uno dei principali problemi di salute pubblica, è causata - nella maggior parte dei casi - da stili di vita scorretti (alimentazione eccessiva e sbilanciata, accompagnata dalla tendenza alla sedentarietà): è quindi una condizione ampiamente prevenibile con una corretta informazione e l’adesione a stili di vita più sani ed equilibrati.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato già dal 1997 l'obesità come "malattia sociale", la cui prevenzione e cura deve far parte in modo imperativo delle politiche sanitarie nazionali. Dunque, sovrappeso e obesità sono problemi di salute e non solo questioni estetiche: le condizioni di eccesso ponderale favoriscono infatti la comparsa di molte malattie metaboliche (diabete, ipercolesterolemia, gotta, ecc.) e cardiovascolari (ipertensione, arteriosclerosi), ma anche di altre meno comuni condizioni cliniche, quali: insufficienza respiratoria, calcolosi epatica ed alcuni tipi di tumore.

La dieta, basata dunque su scelte alimentari quali-quantitative quotidiane ragionate, può quindi essere considerata a tutti gli effetti – insieme, come già s’è detto, ad un’indispensabile quota di attività fisica - un essenziale strumento migliorativo delle condizioni di salute globali del singolo individuo e quindi della collettività.
Perciò, è fondamentale il supporto di uno specialista qualificato, capace di valutare le caratteristiche, le problematicità e le necessità di ciascuno ed è da bandire il tanto diffuso “fai da te”.

Info www.obesityday.org   
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