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Argomento 'Cronaca'

Lotta all’evasione. Inps “61mila lavoratori in nero”
Data di pubblicazione: 06/01/2013
Lotta all’evasione. Inps “61mila lavoratori in nero”

Continua con successo la lotta all’evasione contributiva da parte dell’Inps

Nei primi undici mesi del 2012 è stato accertato più di un miliardo di euro per contributi non versati nel corso di oltre 73 mila ispezioni, che hanno portato alla scoperta di 61 mila lavoratori in nero.

Andando nel dettaglio, il numero totale delle ispezioni effettuate, è passato dalle 65.828 periodo gennaio-novembre del 2011 alle 73.011 stesso periodo 2012, i lavoratori in nero e irregolari intercettati sono passati da 50.056 a 61.010 ed infine l’accertato lordo è passato da 862.617.441 euro, sempre analizzando il periodo gennaio- novembre 2011, a 1.030.402.583 di euro per lo stesso periodo del 2012.

Le fattispecie più frequenti delle ispezioni effettuate riguardano la costituzione di falsi rapporti di lavoro in agricoltura per ottenere prestazioni a sostegno del reddito non dovute. In questi ultimi tre anni sono stati annullati quasi mezzo milione di contratti di lavoro fittizi.

“L’azione di vigilanza dell’Inps continua a svolgersi con grande efficacia sul mercato del lavoro - afferma il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua - dalla lettura dei risultati dell’attività ispettiva consolidati al 30 novembre 2012, rispetto alla stessa data del 2011, emerge un trend positivo per il numero delle ispezioni effettuate (+10,95), per il numero dei lavoratori in nero e irregolari(+21,9%) e per l’accertato lordo (+19,5).”

Ed è anche calato del 50% il contenzioso. Nel 2012 oltre 9mila denunce per truffe all’Inps, 100 milioni di euro recuperati, Inps vince due giudizi su tre

Nel corso degli ultimi tre anni le cause civili promosse contro l’Inps sono diminuite di oltre il 50%. I ricorsi ricevuti per il primo grado di giudizio nel 2012 sono stati 155mila, mentre erano stati 229mila nel 2011 e ben 316mila nel 2010.

Questa flessione è il risultato di un complesso di misure convergenti messe in atto dall’Istituto, tramite il coordinamento della Direzione Centrale Audit, con l’intento di riportare il contenzioso giudiziale a livelli fisiologici; l’azione di analisi e studio del contenzioso giudiziario è stata ricondotta ai soli casi in cui vi erano pretese plausibili e vi era un effettivo contrasto interpretativo sulla sussistenza di diritti e obblighi.

Il totale nazionale delle cause attualmente pendenti del contenzioso civile ammonta a 561mila. Anche in questo caso, la riduzione negli ultimi anni sfiora il 50% (le cause pendenti quasi un milione nel 2009, 747mila nel 2010 e 662mila nel 2011).

“Il crollo del contenzioso Inps è un dato clamoroso – commenta il presidente Mastrapasqua – In tre anni lo stock di cause pendenti è quasi dimezzato. Così come è diminuito il ricorso alla nuove liti contro l’Istituto. I numeri parlano da soli. È un bilancio che dimostra che quando le pubbliche amministrazioni collaborano i cittadini se ne avvantaggiano sempre”.

Tra il 2011 e il 2012 si è registrato, nell’ambito dei procedimenti giurisdizionali definiti, un aumento dei giudizi di primo grado conclusi con sentenza favorevole all’Inps (146mila nel 2012 contro i 126mila del 2012), con un incremento del 16,23%, a fronte di una contrazione di quelli con sentenza favorevole alla parte avversa (74.355 del 2012 contro 81.212 nel 2011, - 8,45%).
La crescita degli esiti favorevoli ha consolidato il rapporto fra ricorsi conclusi con vittoria dell’Inps e ricorsi con esito sfavorevole all’Istituto. Nel 2012 l’Inps ha prevalso nel 66,4% delle controversie, soccombendo nel 33,6% dei casi (nel 2011 le percentuali erano, rispettivamente, del 60,8% e del 39,2%, e nel 2010, del 58,2% e del 41,8%).

Alla forte diminuzione del contenzioso civile, si accompagna la decisa azione dell’Istituto, svolta in collaborazione le procure e le forze dell’ordine, per prevenire e perseguire le situazioni che possono portare alla liquidazione di prestazioni non dovute.

Nel 2012 questa attività, che mira a scovare prestazioni di disoccupazione erogate a falsi braccianti, pensioni a falsi invalidi, assegni sociali a falsi poveri, riscossione di pensioni di persone decedute, aziende che occupano in nero e lavoratori in cassa integrazione che lavorano, ha portato alla denuncia di oltre 9mila persone e all’arresto di oltre 40. I condannati per questo tipo di attività criminosa sono stati 20 e oltre 100 i milioni di euro recuperati.

“Al vantaggio dei cittadini, che trovano una più solerte risposta alla loro domanda di giustizia, si aggiunge la diminuzione di oneri per la pubblica amministrazione – conclude Mastrapasqua - Meno liti, meno giudizi sfavorevoli. Questo sfata anche un luogo comune che vorrebbe i controlli e gli interventi a contrasto dell’illegalità come produttori di nuovo contenzioso per l’Inps. I dati di fine anno dimostrano il contrario: la maggiore efficienza nella scoperta di truffe e illeciti si accompagna a una diminuzione del contenzioso e a un incremento dei successi Inps in giudizio”.


Fonte Inps


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