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Argomento 'Attualità'

Provate a spiegare ad un ragazzo cos’è “Un falso diritto”
Data di pubblicazione: 25/11/2011
Provate a spiegare ad un ragazzo cos’è “Un falso diritto”

Riceviamo e con amarezza pubblichiamo  <<Qual è il luogo dove sono riposte le belle parole prive di significato, le ipocrisie, i declami buoni a riempire la bocca e le buone intenzioni mai realizzate?

Qual è invece il luogo dove finiscono le speranze deluse, le illusioni ferite, la fiducia mal riposta di un qualsiasi ragazzo venuto da lontano?

A.s.D. Nuova Oregina, a Genova è una piccola società, fondata essenzialmente sul volontariato, che conta quattrocento iscritti nei settori del calcio e del volley, con forti radici nell’impegno sociale a favore dei ragazzi provenienti da situazioni difficili e attenta all’esaltazione dei valori di amicizia, solidarietà, spirito di gruppo, prima che ad ogni conseguimento di obiettivi puramente sportivi.

Fredde e recise, le quattro righe su un foglio intestato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, Commissione Tesseramento Minori Stranieri, con le quali si spezza il sogno di un ragazzo quattordicenne fuggito dalle guerre tribali di un paese dell’Africa Occidentale, dove la sua vita, valeva meno del costo di un proiettile.

Non soltanto: con quel foglio a firma del dott. Paolo Calvo, Presidente della Commissione, si afferma che tutto il castello di carte basato sul diritto al gioco di ogni bambino, spesso professato dalla FIGC, è crollato, dimostrandosi un falso ideologico.

Provate a spiegare a un ragazzino nato nel Ghana e da poco più di un anno in Italia, che frequenta con profitto e pieno diritto una scuola, che non può giocare a pallone perché non risponde ai requisiti previsti dagli artt. 19 e 19 bis del Regolamento FIFA sullo Status e Trasferimenti di calciatori da paesi extracomunitari.

Ditegli che sarebbe meglio orfano, che per giocare può sperare la guerra gli uccida i genitori rimasti con i fratelli nella provincia di Accra, o che da loro si faccia scrivere, attraverso l’ufficialità di un’autorità consolare, del perché non possono arrivare in Italia a firmare un documento che consenta al figlio di chiamarsi calciatore del Settore Giovanile e Scolastico FIGC.

Provate a mascherare la vergogna nel dirgli che lui, qui affidato alla protezione dello Stato Italiano in virtù di una condizione di rifugiato, dei Servizi Sociali del Comune, del Tribunale per i Minori, di una Comunità specializzata che con affetto, cura e dedizione ne ha assunto la tutela giuridica e sociale, di un’Associazione sportiva che l’ha accolto e dei nuovi compagni e amici, che lo amano e lo rispettano, lui, è diverso da loro.

Ditegli che la sua diversità non è la sua pelle nera.

Spiegategli, e insieme a lui, spiegatelo a migliaia di altri, sbarcati nella nostra Patria, che non possono fare quello che qualsiasi altro bambino fa, ma solo per evitare che sulla loro pelle, qualche adulto con scarsi scrupoli, faccia lucro proprio e interesse.

Spiegate loro, che la sola strada per vedere riconosciuto ciò che gli stessi ipocriti declamano come diritto universale dell’infanzia, è essere un fenomeno e avere la fortuna di incontrare un abile procuratore, che saprà trovare la società giusta, con la giusta carta intestata, che tra le migliaia susciti l’attenzione di chi, il buon senso vorrebbe attento ad analizzare ogni singola situazione, e spesso si limita a un vano timbrare con un secco marchio rosso, una dopo l’altra le richieste all’esame.

Un caso che ci ha portato a dire basta, a considerare l’opportunità di gesti clamorosi, perché solo con l’eccesso sembra funzionare il richiedere giusta giustizia, ma solo l’ultimo di tanti, più eclatante perché così diversa la situazione del protagonista, effettivamente fuggito dalla guerra civile, coperto da asilo politico, concesso in questi casi, che certifica le vere ragioni dell’impossibilità di due genitori ad essere al fianco del giovane, non alla ricerca di una carriera da professionista, ma che all’interno dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Nuova Oregina di Genova, ha trovato più amici nuovi e numerosi fratelli, che se diverso, per nascita il colore della pelle, la saggezza della Natura, ha voluto così uguali nel colore del sangue, perché fosse chiara la condizione di stessi Figli di questa stessa Terra.

Insieme, abbiamo avuto certezza nella saggezza e nella lungimiranza dell’autorità, e per chi magari Crede, poteva sembrare la storia di Isacco, sacrificato a un Dio e risparmiato dalla Fede di Abramo.

Insieme abbiamo cercato dialogo e confronto con quelle Istituzioni, che si vorrebbero a servizio di chi svolge nel calcio la sua attività, e se ne dimostrano invece distanti.
Abbiamo atteso mesi, tra vane telefonate e continuo rimandare, sino alla più completa delusione, che se d’un colpo si porta via Fede, Certezze e Fiducia, lascia dentro la rabbia della ribellione a ciò che è ingiusto.

Una storia iniziata lo scorso anno, quando a maggio venne revocato il tesseramento di un altro ragazzo, che aveva giocato tutta la stagione, con diverse convocazioni anche nella la Rappresentativa Regionale, e fermato dalla stessa Commissione alla vigilia di un importante Torneo: era un giovane nordafricano, e nonostante i tentativi di tenerlo con la forza del gruppo, degli amici, lo perdemmo qualche tempo fa, tornato alla vita di chi si nasconde, forse in qualche altra città d’Italia.

Non è l’unico già per questa piccola associazione, il caso del nostro novello Isacco, e per gli altri aspettiamo la stessa triste rima ripetuta nella freddezza di un fax, mentre non sappiamo con quale animo accogliere altri nuovi ragazzini, per i quali, le Comunità ci chiedono di affiancarle nel farne nuovi cittadini del mondo.

Lo sconcerto e la rabbia, diventano allora propositivi, e cercheremo di coinvolgere nella diffusione di questi fatti, i media più attenti e più vicini alle richieste di chi si contrappone alla pedestre applicazione della forma burocratica, non per volontà di uno scontro in campo aperto con le istituzioni Federali, ma alla ricerca di un confronto che possa essere sereno e risolutivo, a livello locale, nazionale e soprattutto europeo ed internazionale, già che dall’Europa e dalla FIFA arriva l’interpretazione così ottusa di queste normative vincolanti per le Federazioni.>>

Il Presidente Asd Nuova Oregina Genova
Salvatore Gemelli

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